Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post

mercoledì 10 ottobre 2012

La storia di Luca



Questo post è tratto da un'email che è stata scritta da Luca ad un amico di blog, Gaihardo. Purtroppo Gai ha chiuso il suo blog e la lettera non è più visibile. Ma a distanza di due anni, dopo le recenti puntate del Giardino delle Vergini sulla prevenzione, avendo avuto notizie da Luca, ho ritenuto che fosse giusto e doveroso ripubblicare questa lettera. Mi sono permesso di aggiungere e cambiare delle cose per rendere attuale questo "stream of consciousness", mantendomi il più fedele possibile a quello che Luca avrebbe potuto scrivere.

Nomi, luoghi e alcuni fatti sono stati modificati nel rispetto della sua privacy.



Tema: Descrivi la tua vita dopo l'HIV

Svolgimento:

La mamma mi ha detto che non si accettano le caramelle dagli sconosciuti perchè poi ti rapiscono e ti portano dall'uomo nero. La mamma poi mi ha detto che se metto il dito nel naso per fare le palline con le caccole poi mi tiro fuori il cervello e divento un bambino stupido. E poi ha anche detto che se pianto il semino nel giardino delle signorine poi nascono dei cavoli e ci sono sotto i bambini. A me il cavolo non piace, preferisco i finocchi. Però la mamma non mi ha detto che se succhio i finocchi senza la plastica attorno poi mi prendo le malattie. Infatti adesso io ho l'HIV.

E questa è la premessa.

Che è tutto un programma, insomma. Tanto per farti capire quanto mi possa innervosire e imbarazzare parlare di certe cose.

Perchè alla fine non è facile raccontare a qualcuno una cosa così intima e delicata come il fatto di essere sieropositivi. Rischi di cadere nel patetico e/o nel sociopsicopatologico!


- stacco. Le luci si attenuano, un cono di luce dall'alto illumina un ragazzo meditabondo seduto ad un tavolino davanti ad un computer. Riflette. La luce, perchè lui è bianco latte -


Quando ho letto il tuo post sulla tua ansia prima di fare il test [ndr: Gaihardo aveva pubblicato un post in cui raccontava le sue paure appena prima di fare il test dell'HIV] sono rimasto molto colpito da quello che hai provato. Il mio primo pensiero leggendolo è stato: "Perchè ha sentito il bisogno di doverlo fare? Cosa l'ha terrorizzato al punto da pensare di aver contratto il virus? Voglio dire, certe cose si sa che non si devono fare..". Poi però mi sono fermato e ho pensato a quest'ultima cosa. "Si sa che certe cose non si devono fare"... certo, perchè poi le conseguenze sappiamo quali sono...


e allora perchè io le ho fatte subendone poi le conseguenze?


Fondamentalmente credo che alla fine tutti pensiamo "Tanto a me non può succedere". E allora via di scopate nei boschi, di pompini a raffica, di orge, incontri nelle chat, nelle dark, serate alcoliche a base di SborraLemon... poi uno un giorno si sveglia, gli dicono che ha l'HIV e si dice "Ma perchè?!"... PERCHE' SEI CRETINO! Ed è quello che penso un po' di me alla fine. Che sono un cretino DOC: Deficente d'Origine Coglionica.

Tutto è cominciato nel lontano 1999 (fa così strano ora scriverlo!). Stavo cominciando ad addentrarmi nel meraviglioso mondo della froceria, ero fidanzato con una ragazza e intanto pomiciavo con uno. Finchè a 18 anni ho deciso di prendere il largo e cominciare a trombare con gli uomini. E in un paesino del nord popolato da gente del Sud, dove mai puoi andare a raccattare qualcuno? Ovviamente nelle chat! Dove si sa che gli appuntamenti sono sempre pochi. E siccome vuoi sperimentare cosa fai? Ti infili nei boschetti e cominci a scoparti lo scopabile. Dal tipetto sposato col cazzo che cola fino alle caviglie al postino che tra una consegna e l'altra decide di farsi fare una pompa, passando per il marocchino e finendo col rametto sporgente dalla forma fallica. Quando ormai hai finito il periodo scopaiolo, passi ai fidanzati e cominci a smetterla. Ma non sai che ti stai portando dietro qualcosa che si sveglia un giorno a caso. Tre anni fa. Ero ancora fidanzato all'epoca col mio ultimo ragazzo. Quello serioserio. Una relazione di 4 anni patita e sofferta. Febbraio/Marzo: lui ha avuto la mononucleosi. Da bravo maritino l'ho accudito e amato anche nella malattia. Giugno: comincio a star male anch'io.


Primi sintomi.

La stanchezza. Non c'era giorno in cui non mi sentissi stanco. Ma non il solito stanco. Sono abituato alla stanchezza, facevo orari disumani e stavo alzato fino a tardi per prepararmi a ricominciare tutto il giorno dopo dal mattino presto. Non provavo nemmeno più la sensazione della stanchezza. E allora perchè facevo 2 rampe di scale e mi sentivo svuotato?


La febbre. Dopo la stanchezza, subentrava la febbre. All'inizio solo febbriciattola, sai quando hai 37,3 fisso e ti senti completamente rincoglionito? Ecco, quella... per giorni e giorni... finchè non diventava proprio febbre alta. Al minimo sforzo, PATAPEM! Febbre a 40...


Luglio: prosegue la malattia. Ma peggio. Anche perchè l'amore mio torna al Sud a casa e io rimango solo e moribondo in casa al Nord. La febbre ormai e praticamente costante, non accenna a scendere dai 38 fissi. Sicuramente è la mononucleosi che comincia a prendere il sopravvento anche su di me. Fanculo io e il mio animo da CandyCandy/Infermierina sexy che da i bacini curativi e i pompini miracolosi. Prendo appuntamento dal medico.


Agosto: la visita dal medico. Ormai la febbre è mia amica, senza mi sentirei perso e solo. Il dottore conferma la diagnosi che avevo solo immaginato: mononucleosi. "Hai la febbre perchè le tue ghiandole ormai sono grosse come mandarini. Facciamo comunque le analisi del sangue complete per essere sicuri." - "Dottore già che ci siamo allora facciamole proprio tutte e mi prenoti anche quella per l'HIV, anche se non ce n'è bisogno" - "Ma si infatti, facciamole tutte"


... ingenui tutt'e due ...


Penso che non dimenticherò mai il giorno in cui mi hanno consegnato le analisi. L'infermiere, da dietro uno sportellino, con aria estremamente spaesata mi consegna la busta con i risultati e un foglietto giallo con scritto URGENTE - RISERVATO a caratteri megacubitali sul davanti, dicendo con l'espressione di chi l'ha appena preso in culo "Eh, io non lo so perchè, ma è arrivata questa! Devi andare a ritirare QUELLE ANALISI direttamente all'indirizzo che c'è dentro." ... Quelle analisi!? Intendi... Quelle che sono riservate e personali e che tu, infinito idiota cerebroleso, non dovresti nemmeno sapere che ho fatto?! "Ma si non preoccuparti. E' la prassi! Per ritirare i referti dell'HIV devi andare nel reparto di malattie infettive e fare una visita!"... Ma tu lo sai, grandissima testa di cazzo, che oltre a mettermi paura stai parlando con il megafono acceso!??!

Tralasciando il mio odio per l'infermiere laureatosi coi punti della Mulino Bianco, mi reco al reparto di malattie infettive e subito percepisco che qualcosa non va. Le infermiere, che prima erano tutte carine e sorridenti, dopo aver saputo il mio nome assumono una strana espressione: un misto tra disgusto e rammarico. Mi fanno accomodare nello studio del dottore: una stanzina con un lettino per le visite, la scrivania col pc e il dottore lì dietro, che mi guarda con un sorriso educato e gli occhi dispiaciuti di chi sta per dirti quello che purtroppo ormai è praticamente una certezza.

(cerco di riportare la conversazione esatta, o almeno quello che riesco a ripescare dai ricordi confusi)

Doc "Buongiorno sig. Luca, si accomodi pure. -mi siedo, quello che ho addosso non sono più vestiti ma cenci fradici di sudore. Non sorrido, ho un ictus- Lei ha richiesto un test dell'HIV, giusto?"

Io "Si..." (cazzo Luca, usa la voce e pronuncia le parole! Le stai solo pensando...) "Ehm... Si..."

D "Perchè le ha richieste? C'è un motivo particolare?"

Io "No.. il mio dottore mi ha detto che quasi sicuramente ho la mononucleosi e mi ha fatto fare tutte le analisi. Già che c'ero ho pensato di far fare anche questo per sicurezza."

D "Beh... devo dirle che ha fatto bene, sig. Luca. Vede, mi spiace dirglielo, ma le sue analisi hanno dato un esito positivo al virus dell'HIV."

...

...

...

No aspetta... che ha detto?...

...

...

No, non ha detto HIV...

...

..

.

Io "Ma... cioè... no... potrebbe essere un errore... le altre analisi dicono che ho la mononucleosi..."

D "Certo, le altre analisi indicano che c'è un problema alle ghiandole e quindi le segna come mononucleosi, ma in realtà stanno reagendo al virus dell'HIV."

Niente, il cervello non registra l'informazione.. sono ancora fermo al Buongiorno... il mio mondo è ancora lì...

Vedendomi perso il dottore decide di darmi uno scossone per farmi riprendere.

D "Sig. Luca, gliel'assicuro. Non ha la mononucleosi. Il test è assolutamente affidabile e adesso la cosa più importante da fare è provvedere per tempo prima che il problema diventi più grave. -da qui in poi dovrò parafrasare perchè ho spento il cervello- Per quanto possibile non deve preoccuparsi, noi siamo qui per seguirla ed aiutarla. Capisco quanto possa essere sconvolgente la notizia, ma le posso assicurare che in questi ultimi anni la ricerca ha fatto passi da gigante e i farmaci sono diventati infinitamente più efficaci e sicuri e si può vivere normalmente per quasi tutta la vita. Non siamo più negli anni 80 in cui non si sapeva come affrontare la cosa e l'aspettativa di vita era molto minore. Ora le cose sono diverse........ e bla bla bla bla bla"

La cosa non mi sta rincuorando.

"Ha qualche domanda da farmi?"


"Dottore forse le devo dire che sono gay... magari è questo"


Lui sorride, ha un nonsochè di paterno in quel sorriso, come se capisse che ormai sono completamente in preda al panico e che dico cose a caso.

"La malattia non guarda in faccia a nessuno. Può colpire chiunque, etero, gay, donne, uomini... Non è colpa sua se è nato così -tu sei un grande- ..."


La conversazione prosegue un po' a rallentatore con una serie di domande per capire come ho fatto a prendere il virus. O 10 anni prima o negli ultimi sei mesi. Gli ultimi sei mesi? Il mio ragazzo ha avuto gli stessi sintomi negli ultimi sei mesi!

Devo dirgli tutto. E devo farlo per telefono. Ma è in vacanza. No, il dottore ha detto che deve subito fare il test, che è importante. Torno a casa... aspetta, come ci sono arrivato a casa? Che è successo? Ah, già... ho l'HIV... Devo dirlo a lui... gli telefono... piangiamo per 2 ore... piangiamo... perchè piangiamo?... ah si, ho l'HIV... gliel'ho passata io? Me l'ha passata lui? so che lo stiamo pensando entrambi... ma io l'ho scoperto prima... mi darà la colpa... lo so... colpa di cosa? Ah è vero... ho l'HIV... potrò ancora realizzare i miei sogni? quanto tempo mi rimane prima di morire?... sto morendo... sto per morire?... nono.. non sto morendo... si che sto morendo... ho l'Hiv... la mamma... oddio, devo dirlo alla mamma... la uccido se glielo dico... "Ciao mamma, sai oggi ho fatto la torta alle mele e ho scoperto che ho l'HIV. Tu come stai?"... non posso dirglielo... no... mi devo uccidere... prima di morire così... con quella cosa dentro... è dentro di me... cosa è dentro di me?... non so nemmeno com'è fatta l'HIV... forse si può togliere... magari in america fanno come ER e te la tolgono... ti fanno quelle cose che vedi in tv e poi... sto morendo... ho l'HIV... l'HIV... quella... io ce l'ho...


Sono passate ore, molte ore... credo di non aver nemmeno dormito quella notte... sono rimasto a piangere sul divano... da solo... mi sentivo solo... escluso... diverso... in qualche modo abbandonato...

Ero davvero terrorizzato perchè non sapevo cosa fare. Dovevo aspettare 7 lunghissimi giorni in attesa del risultato delle seconde analisi (perchè il test serve solo a dirti "congratulazioni, sei sfigato!", poi devi fare altre analisi più approfondite per valutare la gravità della situazione e verificare quanto virus ti ribolle in vena e quanta moría c'è di globuli bianchi)... 7 giorni... come The Ring... da un momento all'altro mi immaginavo veder spuntare una bambina coi capelli al contrario e terribilmente onicofaga dalla tv a dirmi TESTA DI CAZZO con la voce di Fausto Leali nei tempi della laringite... non sapevo come poter affrontare una situazione così... e dire che io di robe ne ho affrontate! Di sfighe, se così si possono chiamare, ne ho avute fin troppe: un'infanzia tragicomicamente infelice, un'adolescenza partita con uno stupro nel cesso del treno da parte di un vecchio con tanto di coltello alla gola, il resto dell'adolescenza passato tra bulimia, anoressia e crisi d'ansia, tentato omicidio da parte di quello che avrebbe dovuto essere il mio genitore di sesso maschile (dicesi padre, ma non uso mai quella parola) perchè "aveva reagito un po' male" al fatto che sono gay, ho dovuto abbandonare la casa in cui sono cresciuto e la mia famiglia e cominciare una vita precaria senza saper nemmeno cucinare un uovo sodo... insomma... una vita parzialmente di merda... eppure sono arrivato fino a quel punto... e non sapevo cosa fare...

Volevo solo morire... buttarmi dal balcone del 4 piano e spappolarmi sul... ma poi il mio sangue schizzerebbe sulle finestre della signora del primo... ci sono quei due bambini dolcissimi! Rischierei di infettarli... Mi accoltello? No, di nuovo il problema del sangue... Mi.. mi...


E d'improvviso il lampo di genio... la scoperta dell'acqua calda...


Io non voglio morire... non posso farmi battere da uno stupido virus! Cazzo, io sono meglio di un coso che manco si vede... IO SONO PIU' FORTE DI LUI!

Ed è da questo pensiero che il delirio mentale in cui stavo cadendo ha cominciato a dissolversi per lasciare posto ad un'insolita e inaspettata lucidità... La prima cosa che ho fatto è stata chiamare una mia amica per raccontarle la cosa... avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno... non era una grande amica, una a cui solitamente andavo a raccontare i fatti miei... ma era l'unica disponibile... sentivo l'esigenza di vomitar via tutto, di buttar fuori la paura... e l'ho fatto... tutto d'un fiato, tra pianti e grida e risate isteriche e un martini che ci sta sempre bene in questi casi... ed è stato bello vedere un sorriso apparire sul viso di qualcuno che ti conosce poco ma che capisce quanto male si possa stare, quanta sofferenza si può provare nell'autogiudicarsi una persona tendenzialmente idiota al punto da beccarsi una roba del genere... e questo unico gesto mi ha dato la forza di aspettare quel terrificante settimo giorno... che arrivò dopo ore e ore e ore e ore e ore e ore di ricerche di informazioni su internet...


Ecco, piccola puntualizzazione. Se scopri di avere l'HIV o una qualsivoglia malattia NON CERCARE MAI SU INTERNET! Voglio dire, guardare Shining, l'Esorcista, la saga di Saw, l'urlo di Munch è decisamente più rilassante che cercare informazioni sulla suddetta malattia sul web. Scopri solo che potresti (al condizionale) avere qualunque tipologia di effetto collaterale dovuto alle cure e/o alla malattia stessa e in ogni caso comunque poi muori. E muori male. Fine parentesi.


Gli esami hanno confermato sta cazzo di HIV. Ero praticamente un'arma batteriologica a piede libero. 2.5 milioni di unità di virus per goccia di sangue e circa 93 globuli bianchi. Praticamente ero ad un passo molto breve dalla morte! Il dottore gentile e carino mi disse che con una goccia del mio sangue potevo sterminare un quartiere di una grande città... Grazie dottore, ora io davvero sono innamorato perso di lei... Diamoci appuntamento sotto la fermata del pulman. A questo punto però comincio la cura. Le 3 pastiglie. Le 3 pastiglie che dovrò prendere per il resto dei miei giorni, sempre allo stesso orario. Per sempre. Finchè non ci sarà una cura. La cura che è praticamente un post it che metti sul frigo per ricordarti ogni giorno alla stessa ora che sei un coglione che per farsi una scopata alla svelta s'è beccato l'HIV. Un promemoria della tua malattia. Della tua diversità.

Ma quel che è peggio è che per avere i farmaci devi andare nel CUP di residenza a farti rilasciare un libretto di esenzione sanitaria che ti evita di pagare quei 2000 euro al mese, costo effettivo delle pillole. Questo per me voleva dire dover tornare a casa da mia madre. E io non torno mai. E quindi dovevo dirle tutto. Con lei non potevo parlare per telefono, dovevo guardarla negli occhi e tranquillizzarla in qualche modo. Dovevo star bene davanti ai suoi occhi per farle capire che non stavo morendo. Anche se io stesso non ci credevo. Così lo dissi prima alla mia sorella n°2... e qui ebbi la seconda grande sorpresa. Mia sorella n°2 è famosa per la sua pesantezza di culo, per la sua flemma da ippopotama morta... nonappena le dissi questa cosa, il giorno dopo era arrivata a casa mia, da sola, in auto, di mattina (Casa sua - Casa mia sono circa 4 ore e mezza di autostrada, lei ci ha impiegato tipo 3 ore scarse) per venirmi subito a prendere e accompagnarmi fino a casa. Lei si che è stata brava. Non ha pianto mai. La mia mamma invece si... mi ha abbracciato forteforte e mi ha detto "Non ti preoccupare, l'importante è essere positivo"... Beh si mamma, sono siero positivo! E piangendo, dopo uno schiaffo, abbiamo riso tantissimo... e le lacrime da amare diventavano dolci e poi ancora amare... per poi cessare e diventare determinazione, anche da parte sua... ...capisci? Dovevo star bene, lottare. Non potevo deluderla, non potevo essere da meno... Dovevo dimostrarle che ero forte come lei! Che non aveva fallito come mamma... Dovevo farlo... Anche le altre mie sorelle lo sanno, ma non hanno voluto saperne di più... mentre la mia Nipote n°1 ha pianto tanto e mi ha scattato una foto... lei fa la fotografa e voleva ricordarsi quella cosa per tutta la vita. C'è chi l'ha poi definita una cosa brutta. Io sono stato davvero orgoglioso e fiero che quella foto l'abbia scattata per ricordarsi una lezione di vita datale dal suo unico zio... mi ha fatto sentire importante...


Col tempo la cura ha drasticamente abbassato la carica virale e aumentato i CD4 (che son i globuli bianchi), adesso le mie analisi del sangue sono molto diverse: a distanza di tre anni ho 60 virus e quasi 800 globuli bianchi (che è una buona cosa). Fortunatamente non ho avuto reazioni ai farmaci (ce ne sono tante, alcune terribilmente deturpanti come l'aumento spropositato del peso a causa di disturbi metabolici, ingiallimento degli occhi, disfunzioni intestinali ecc...) e ancora più fortunatamente ho scoperto che il ceppo del virus che ho io è quello più comune e quindi più facilmente può esser tenuto sotto controllo. Almeno questo.


Da quel giorno però la mia vita non è più la stessa. O meglio. Lo è. Ma diversa. Un po' come il giochino della settimana enigmistica, due figure uguali con alcuni piccoli dettagli che le rendono totalmente diverse. Ecco. La mia vita è diventata "Trova le differenze".

Per prima cosa, non sono più fidanzato. Ok, questo non c'entra con la malattia. Ci siamo lasciati per altri motivi. Anche se c'è una cosa riconducibile poi all'HIV. Ci arriverò tra un po'. Anche lui ha contratto il virus. Non si è ben capito chi abbia contagiato chi, sta di fatto che incolpa me. Anche se in maniera non propriamente diretta. Sta di fatto che però il suo corpo è più resistente al virus e che quindi per ora non si riproduce e sta lì... quindi lui non deve fare la cura... Solo i controlli trimestrali. Già perchè quando hai l'HIV ogni tre mesi devi fare le analisi del sangue per valutare i progressi della cura e ogni 6/12 altri esami supplettivi che valutano altre cose, tipo le mutazioni del virus, l'eventuale resistenza ai farmaci dovuta alle mutazioni, la densità ossea, malattie collaterali come l'epatite ecc... e anche a questo, come ricordarsi ogni singolo giorno di dover prendere le pillole, ci si abitua pian piano. Ma non ci si fa mai l'abitudine completamente.

Quello che realmente cambia sono le tue reazioni e relazioni con gli altri. Quando sono tornato a casa ricordo (adesso con tenerezza) l'apprensione di mia sorella quando mi ha ospitato a casa sua. A tavola avevo il bicchiere di plastica e il set di posate e piatti da festa della figlia, quelli usa e getta con i disegnini di Hallo Kitty. Le lenzuola erano state appositamente scelte con cura dall'armadio degli scarti per poterle poi buttare in seguito. L'asciugamano era quello infeltrito che non usava più. Insomma tutto pronto per essere bruciato alla mia partenza. Dapprima mi infastidì un po' la cosa, poi capii che in realtà nè io nè lei sapevamo niente di questo fottutissimo virus: poteva davvero incastrarsi tra le lenzuola? E se mi fosse uscito sangue da una gengiva pungendomi con la forchetta? Sarebbe poi andato via con l'acqua e il dixan? Non potevamo rischiare che la piccola nipotina n°6 si beccasse l'HIV... era giusto così... adesso che lo sappiamo ovviamente non ci poniamo più il problema, ma in quel momento ricordo quanto male mi fece questa cosa, ma anche quanto fosse necessario prendere quelle precauzioni.

A tutti i miei amici, tornati dall'estate sapientemente commentata su facebook, quando mi chiedevano come mai ho avuto tutta quella febbre ho sempre risposto "Mononucleosi"... tanti mi hanno rincuorato dicendomi che anche loro erano stati molto male quando l'avevano avuta... peccato che io sapevo che non era così... mi ci vollero altri 4 mesi per dirlo apertamente a qualcuno... due persone che da allora si sono dimostrate molto più amiche di quel che pensassi. Una di queste è Maria. Una ragazza straordinaria. Unica. Che amo alla follia. Ogni tanto mi ispeziona con mille domande alle quali rispondo sempre con piacere sia perchè so che vuole conoscere le mie condizioni e accertarsi che io stia bene, sia perchè ha un'innata curiosità verso ciò che non conosce o non capisce e saperlo da me l'aiuta a scoprire una cosa che nessun altro saprebbe spiegarle. Ad altri invece l'ho detto perchè potessero capire certi miei atteggiamenti, il perchè mi vedevano prendere tre pillolone tutti i giorni a pranzo. E tutti si sono dimostrati affettuosamente commossi dalla fiducia che ho riposto in loro. Compreso Stefano, un ragazzone tutto muscoli e molto cervello, che ha pianto più di me perchè "qualunque sia il motivo, questa merda non doveva capitare a te... e io ti sarò sempre vicino"...

Non sempre però reagiscono bene. Dopo essermi lasciato, ho cominciato a flirtare con un ragazzo (del quale poco mi importava) giusto per fare la classica ripicca. Ci fu solo un bacio. E lui voleva altro. In quel momento capii che dovevo dirglielo, che non potevo andare oltre con lui perchè sono contagioso, sono malato. E lui per tutta risposta si incazzò a morte perchè l'avevo baciato e avrei potuto contagiarlo. Ricordo che non provai nemmeno rabbia, mi faceva quasi pena la sua totale ignoranza. E fortunatamente la cosa mi scivolò addosso. Ma mi segnò profondamente. Mentre il mio ex ragazzo dopo cinque giorni era già a letto con un'altro che era consapevole delle sue condizioni, io avevo ricevuto quel trattamento dopo 2 mesi da un ragazzetto che avevo solo baciato. Quello è stato un momento decisivo.

Ho smesso di avere contatti e/o rapporti occasionali. La paura di contagiare qualcuno o solo di essere rifiutato è più forte di qualunque voglia e/o istinto sessuale o affettivo. Ok, ho avuto incontri di pipperia con un paio di ragazzi giusto per avere un contatto umano. Ma anche lì, il terrore di fare uno schizzo sbagliato e provocargli reali danni permanenti, di condannarlo ad una vita così difficile, prende sempre il sopravvento e mi fa bloccare. Uno di questi ha provato anche a succhiarmi l'augello. Lì per lì non ci ho pensato, ma a metà del lavoro mi sono reso conto di quello che stavo facendo. Cazzo è pericoloso! Non ti rendi conto che tu stai facendo una pompa ad uno sconosciuto e non usi le precauzioni? Tu non lo sai perchè per farmi fare una sega non sto lì a dirti i cazzi miei, ma almeno il pompino dovresti saperlo che non si fa senza preservativo! Io sbaglio perchè ancora non mi sono abituato all'idea, ma anche tu però sei cretino che non ci pensi... Ora sono davvero molto più attento a come tocco le persone, a cosa faccio quando lo faccio per gli altri. Anche solo cucinare richiede molta più attenzione, non posso tagliarmi mentre affetto i pomodori, succhiarmi il dito e continuare come se nulla fosse. Devo lavare il coltello subito, cambiarlo e usare un guanto di lattice per evitare perdite di sangue... tutto va controllato...

Oramai è sono anni che non ho un rapporto sessuale o una relazione. Un po' perchè sono stato male per il mio ex che ho amato oltre ogni limite possibile, un po' perchè ho troppa paura del rifiuto e del contagio. Non potrei mai far sesso con qualcuno sapendo che potrei rischiare di regalargli qualcosa che non fa piacere ricevere. E mi sta sul cazzo che ai miei amici, come il mio coinquilino, quando faccio presente che certe pratiche sessuali sono a rischio altrimenti si finisce come me, questa cosa freghi poco e la prendono come un volersi far commiserare e mettermi al centro dell'attenzione. No, non è così. E' davvero pericoloso! Io sto campando grazie alla mia forza di volontà, ma voi potete evitarlo! Siete ancora in tempo per non fare una cazzata troppo grossa... Mi da fastidio non essere preso in considerazione su questo argomento come mi da fastidio chi dice che posso tranquillamente avere una relazione o un rapporto sessuale. Non è così. Chi andrebbe serenamente con un sieropositivo? Io no di certo. E nemmeno voi. Non siate ipocriti.


Per concludere. Gia mi sono dilungato troppo. Io sorrido, perchè sono fortunato. Tanti no. Ma a volte, ho ancora paura di morire. Sicuramente ho la certezza di rimanere da solo per sempre. Di non verdere i miei nipoti raggiungere i traguardi importanti della vita. Di non riuscire a combinare niente della mia vita. Sono gay, sieropositivo e tragicamente tristoide...

Vorrei poter tornare indietro e proteggermi dalla mia stupidità. Ma non posso. Ora ce l'ho e me lo tengo... poche storie...


Ma è solo un virus.

Io lo posso sconfiggere.

domenica 26 febbraio 2012

The Loser's Game - Puntata 4 "Rafiki"


ATTENZIONE: Prima di procedere alla lettura del post, si consiglia di fare prima Play sul video qui di seguito.




Anno: 2012.
Il più freddo Gennaio che la Savanah Milanese avesse mai conosciuto. Circa.

La missione: ottenere un orgasmo.
Dopo mesi di devota e assoluta astinenza, il soggetto Gamma-Alfa-Ypsilon (da qui in poi denominato "Soggetto G.A.Y.") necessitava di un'estrema sacrosanta e cospicua svuotata di coglioni.

Avvalendosi di sofisticati mezzi elettronci all'avanguardia procuratigli dalla società segreta che finanziava la sua vita estrema (nome in codice "MammaApple"), usando al meglio tutti i mezzi e tutte le armi fornitegli dalla sua creatrice anonima (nome in codice "MadreNatura"), il soggetto G.A.Y. si addentra nei meandri delle più remote e truculente tribù della foresta nera e sevaggia: i Ciullatores.

Quanto segue sono le uniche pagine ritrovate del suo diario personale.

"[...] Non ce la faccio più, devo assolutamente trovare qualcuno che possa aiutarmi a completare la mia missione. Sono mesi ormai che ci giro intorno e non riesco a trovare una soluzione. [...]
Uno sciamano della tribù del Borgo del Tempo Perso mi ha parlato di questa antica tradizione aborigena che risale ad antichi rituali di accoppiamento dei Ciullatores. Si tratta della Danza del Trombamico. Accedendo al Tempio di Gayromeo, bisogna aprire il Portale Sacro utilizzando effigi e riproduzioni dei propri attributi sessuali al fine di appagare le Divinità dell'Abbondanza e della Copulazione. [...]
Mi domando come facciano a riprodurre così bene i loro organi genitali e anali. Nemmeno se fossi un contorsionista del circo Togni riuscirei a farcela. Sento che la tecnologia di MammaApple non possa essermi d'aiuto più di tanto. La sfocatura dell'immagine è in agguato. Non so se ce la farò... [...]
Ce l'ho fatta! Dopo innumerevoli tentativi ed escoriazioni varie sono riuscito a procurarmi delle riproduzioni decenti del mio corpo nudo. Ora posso procedere con il rituale. Lo Sciamano mi ha avvertito però di essere accorto: i Ciullatores sono selvaggi e crudeli e potrebbero interferire con la missione procurandomi evidenti danni morali e spirituali. Non importa. Io sarò più forte di loro. [...]
Sono passate ore ormai dal mio ingresso nel Tempio di Gayromeo e malgrado abbia svolto la Danza del Trombamico seguendo il rituale classico alla lettera e senza sbagliare, la tribù dei Ciullatores non mi ha ancora accolto come uno di loro. Sembra che da parte loro ci sia una certa ostilità, dovuta forse al fatto che riescono a percepire il mio profondo disgusto verso le loro macabre pratiche sessualcannibalistiche. Eppure deve esserci una soluIone a tutto questo... Forse modificando leggermente le effigi del membro... Dovrò usare il mio fidato Photoshop... [...]
Sembra che le tecniche di fotoritocco fotorealistico abbiano funzionato. I Ciullatores si sono dimostrati molto più aperti di quel che pensavo. Soprattutto uno: il mago del villaggio, Rafiki. Ha un'età approssimativa che si aggira attorno ai 34 anni degli umani, una pelle eccessivamente schiarita da una malnutrizione vegana depauperata da qualsivoglia forma di gusto e/o piacere. Rafiki infatti si nutre di acqua e cereali ammollati senza l'ausilio di alcun condimento per mantenere il corpo puro. Almeno per quanto riguarda le interiora. Ci sono porzioni del suo corpo decisamente molto impure. [...]
Rafiki si dimostra davvero molto interessato e curioso nei miei confronti, ha un nonsochè di fanciullesco in questo. È incuriosito soprattutto dalla mia simpatia che non sono riuscito a tenere a bada malgrado gli avvertimenti dello Sciamano. Io, per andare incontro alla sua innocente stupidità di essere Ciullatores inferiore e soprattutto per portare a termine la mia missione il più velocemente possibile, mi dimostro a mia volta interessato alle sue peculiari arti magiche. Rafiki infatti sembra contento di poter finalmente parlare con qualcuno della sua magia, dei suoi grandi poteri: lui sostiene che grazie all'uso delle sue mani e del suo scettro magico è in grado di canalizzare questa specie di energia primordiale proveniente dall'universo e di utilizzarla, attraverso il suo pensiero positivo, per prevenire e curare ogni forma di male. Mi racconta di come organizzi insieme a sua madre degli incontri settimanali per grandi cure di massa, oltre che incontri privati di guarigione fisica e spirituale. Tutto molto interessante, ma non vedo come possa aiutarmi nel risolvere il problema della mia missione. Ma avevo sottovalutato le molteplici implicazioni che le sue cure alternative potessero avere. Infatti Rafiki, dopo avergli spiegato per sommi capi lo scopo della mia presenza nella sua tribù, mi ha proposto di incontrarci la sera stessa per aiutarmi con uno speciale massaggio con olii curativi dagli effetti benefici. Lì per lì non avevo capito come potesse tornarmi utile questa cosa, ma poi ho pensato alle massaggiatrici cinesi della Landa di Viale Sarpa e ho capito che forse i suoi servigi mi avrebbero potuto avvicinare maggiormente al mio successo. [...]
Abbiamo deciso di incontrarci al calar del sole, poco lontano dal luogo nel quale mi ero accampato ma molto vicino al suo villaggio. Pensavo che avrei incontrato il mago nella sua capanna, nel suo rifugio e di poter ammirare così più da vicino gli usi e costumi di questa popolazione indigena, ma mi sono sbagliato. E di molto. Soprattutto perchè mi sono riproposto di portargli in dono come segno di gratitudine una parte delle mie provviste dolciarie fatte da me. E invece ci siamo incontrati nella suo laboratorio*. Tra i suoi prodotti naturali. Dove la gente arriva per chiedergli un rimedio per guarire i loro mali. Lì. [...]
Sono certo non sia la prima volta che riceve qualcuno nel suo laboratorio biologico perchè è estremamente disinvolto e ben organizzato mentre si muove per allestire il tutto. Sembra anche molto ansioso di iniziare, ma evidentemente è la prima volta che si trova davanti uno come me e sembra decisamente imbarazzato e nervoso. Continua a parlare dei suoi studi, delle proprietà di alcune piante che si trovano in quel luogo, della sua cugina morta, di sua madre che cucina... E dopo 40 minuti passati a parlare di questi argomenti che non avevano alcun nesso logico l'uno con l'altro, il cambio repentino.
"Ora io fa te massaggio magico! Io usa lavanda."
Lì per lì pensavo volesse usare una lavanda anale e ho cominciato a sudare freddo. Poi quando è tornato con una boccettina di olio alla lavanda mi sono sentito piuttosto sollevato, soprattutto da lui che mi ha caricato di peso su una spalla e mi ha scaraventato su quello che doveva essere un rudimentale lettino per massaggi, nascosto in uno stanzino antistante una specie di latrina biologica.
"Ora tu spoglia. No! Tu tiene mutanda. Io toglie quando serve!"
Ho obbedito senza protestare. C'era un nonsochè di inquietante in quella scena che probabilmente per molti sarebbe stata stuzzicante ed eccitante. Ovviamente non per me, visto che mi trovavo in un loculo arraffazzonato accanto ad una cloaca con una specie di psuedo lettino arrabattato pronto a farmi ungere e impastare come una pizza napoletana. Ma io pensavo solo ed esclusivamente alla mia missione. Era fondamentale portarla a termine. [...]
Sdraiato sul giaciglio improvvisato, nudo ma in mutande, Rafiki si prepara a compiere su di me uno dei suoi famosi rituali magici. Volevo assolutamente conquistare la sua aborigena fiducia, quindi ho cercato di rilassarmi e di lasciarmi affascinare dal singolare evento. L'odore della lavanda mi inebria e pervade con il suo pungente profumo. Non sembra male. Rafiki è in piedi accanto a me. Comincia con movimenti leggeri e circolari a cospargermi di unguento: è piacevole. Passato il primo imbarazzante momento in cui non riuscivo minimamente a togliermi dalla testa l'immagine del mio corpo condito come una quattro stagioni, devo ammettere che il massaggio magico di Rafiki è realmente rilassante, piacevole, appagante. Lo lascio fare, voglio vedere dove vuole andare a parare con questo suo rituale. […]
Mi massaggia sempre più a fondo con le mani, i gomiti, l'intero avanbraccio… Io sono estremamente rilassato, quasi addormentato. Finchè, quasi fosse un macellaio che prepara un prosciutto per la disossatura, con una mano mi afferra entrambe le caviglie alzandomi le gambe in aria e con l'altra mano mi sfila in un colpo solo le mutande. Magia terminata. Mi rivolta come una frittata nella padella, l'odore della lavanda mi ha stordito al punto da non avere più forze in corpo. Rafiki riprende il massaggio per farmi tornare in uno stato catatonicovegetativo. E funziona. Io perdo letteralmente i sensi soprattutto quando mi scivola con le dita unte sul viso. Forse ho giudicato male il tutto, quella mossa di wrestling che ha fatto pocanzi magari è solo un suo modo di fare. Forse… […]
Rafiki è stato molto sbrigativo. Dopo il massaggio al viso che mi ha rincoglionito si è velocemente diretto verso il mio Totem della Felicità. Questo può voler dire solo due cose: uno, c'è un motivo se si chiamano Ciullatores; due, sto per portare a termine la mia missione!
"Io ora fa te massaggio tantra a tuo ChupaChupito." Borbottò lui con una voce soffusa da centralinista hard.
Ricordo che il mio amico Sciamano mi parlò a lungo del Massaggio Tantra al ChupaChupito: consisteva in una peculiare manovra che stimolava il prepuzio fino ad ottenere un orgasmo con una potenza pari a tre coiti. Fu davvero molto penoso scoprire che aveva torto su tutto. Rafiki non solo ha continuato a versare olio profumato sul ChupaChupito inconsapevole del fatto che bruciasse un po', ma ha cominciato a sfregarlo troppo energicamente con entrambe le mani come fosse un bastoncino che i boyscout utilizzano per accendere il fuoco con le foglie secche. Provo uno stranissimo dolore. Ma sono ancora troppo intorpidito dall'aroma di lavanda per potermi ribellare. Rafiki continua, ignaro di tutto. Non posso fermarlo. Non riesco! […]
Grazie ad uno scatto nervoso di una mia gamba ripresasi dal torpore, sono riuscito a far cadere un non ben precisato oggetto metallico che, rovinando al suolo, ha causato un frastuono infernale che ha distratto e spaventato Rafiki costringendolo a smettere di tormentare il mio ChupaChupito. Il frastuono ha cominciato a far svegliare anche me, prima un occhio, poi l'altro, poi le braccia e infine tutto il corpo mi formicola e cerca di uscire dall'entropia. Ma Rafiki è scaltro e nonappena nota il mio movimento lento per risollevarmi, lui con un abile gesto si spoglia con una mano, mi scansa con l'altra e si sdraia al posto mio obbligandomi a massaggiarlo a mia volta.
"Io non sono un mago come te, non so fare questi massaggi"
"Tu segue istinto. Tu può fare"
"No, io non può fare! Io non sono capace"
"Tu fa. Io vuole"
Una vocina nella mio cuore urlava "Scappa Johnny, scappa!", ma un'altra voce più robotica (dovuta al mio cervello biomeccanico in polipannaspray espansa) mi rimbombava nella testa dicendo "Pensa alla missione! Pensa alla missione!!". Così, ho preso l'unguento e l'ho cosparso sul corpo di Rafiki. Improvvisando movimenti magici, provando ad emulare il suo rituale, ho cominciato ad impastare il suo corpo.
"Tu moooolto bravo. Tu mooooolto dotato. Tu ha magia!"
Io ero basito. Rafiki pensa che io sia bravo come lui. Continuo.
"Tu mooooolto bravo. Tu mooooolto eccitante. Tu ha magia!"
Non capisco di che magia stia parlando. Proprio non capisco. Riprendo. Stavolta Rafiki smette di commentare. Non so cosa stia facendo ma emette suoni incomprensibili così lievi che non riesco a distinguere la sua voce dal gorgoglio del mio stomaco che brontola per la fame. Sto per chiedergli cosa dice quando con un altra mossa di wrestling selvaggia si strappa di dosso il suo tanga aborigeno e tira fuori la sua bacchetta magica. Ci siamo. Il rituale ha funzionato! Sarò anche io un Ciullatores e avrò finalmente portato a termine la missione! […]
Sono stato un ingenuo a pensare di poter anche io diventare un Ciullatores. Rafiki, dopo essersi denudato e avermi mostrato il suo scettro del potere (ovvero un'asticciuola di circa 20cm rigida ma spezzata a metà e con una punta troppo affusolata), anzichè riempirmi di magie arcane ricomincia a sfregare energicamente il ChupaChupito con le mani ormai ruvide poichè l'unguento è stato assorbito dalla pelle.

Sono finito in trappola. Non so se riuscirò ad uscirne vivo. Rafiki non si stacca e non riesco a lottare. Cerco con la bocca di neutralizzare la sua bacchetta magica, ma invano: Rafiki riesce a divincolarsi prima di emettere magia. Dopo circa tre secondi netti. Si avvinghia a me, respinge le mie mani e imperterrito grattuggia il ChupaChupito. Io sento che le forze mi stanno abbandonando. Di scatto e senza preavviso assume la classica posizione che i Ciullatores adottano appena prima di accoppiarsi. Penso che dopotutto forse riuscirò a cavarmela e a portare a compimento il mio glorioso obiettivo. E ancora una volta mi sono illuso. Rafiki si sta solo preparando per farmi seviziare a mia volta il suo scettro. Devo trovare un modo di fuggire da questa agonia. La fortuna vuole che il mago si sia distratto un momento in preda ad una non precisata possessione demoniaca. Colgo l'attimo e riprendo possesso del ChupaChupito e della verga magica piegata a metà. Sono bastati pochi movimenti decisi e risoluti per far si che dalla sua bacchetta rotta sgorgasse la magica scintilla. Rafiki è completamente rapito dalle sue possessioni e non si accorge del fatto che io fingo gioia nel lieto evento. A causa della meccanica sono costretto a far si che il ChupaChupito emetta una lieve rigurgito di felicità. Il mago, ancora preda delle visioni mistiche ed inebriato dalla sua stessa magia, sembra felice ed appagato. Soprattutto sembra contento di aver fatto di me un uomo felice. Non si rende conto di essere lui l'illuso. […]
Rafiki mi ha congedato velocemente dal suo laboratorio di magie esoteriche. Sorride e mi chiede continuamente di potermi fare altre magie sempre più spesso. Io non posso compromettere la mia posizione all'interno della tribù dei Ciullatores e mento spudoratamente dicendogli un garbato CERTAMENTE!
[Il diario si interrompe qui, il resto è illeggibile]



Dopo mesi di ricerche, Johnny è stato ritrovato semicosciente, rintanato in una caverna umida e coperto di salviettine rinfrescanti marca Chilly. Interrogato sugli avvenimenti, l'unica cosa che è stato in grado di riferire è stato questo: "E' stata dura. Mi sono ritrovato unto come una cotoletta, profumato come un airwick - freschezza di campo e col cazzo rosso, gonfio e tumefatto. Ho fallito. Ma non mi do per vinto!"


Ad oggi, Johnny ancora non ha portato a termine la missione.



*laboratorio = una parafarmacia.

venerdì 20 gennaio 2012

Intimissimi

Ok, ora siamo davvero in intimità... Quindi possiamo anche affrontare questo argomento. Anche se delicato, spinoso e per nulla semplice da gestire, mi accingerò per voi carissimi lettori a parlare di qualcosa che va detto... Qualcosa che bisogna assolutamente sdoganare, sgominare, sgomitare, scodellare e scorreggiare: l'argomento SESSO.
Eh si. Sentivo davvero l'esigenza di parlarvene, di esternare i miei pensieri sull'argomento. In particolare su quello che gli uomini fanno a letto. Perchè, diciamocelo... I gay fanno un po' schifino tra le lenzuola. E non parlo delle zozzonerie che combiniamo e che ci costringono a dar fuoco al letto e ai mobili per estirpare l'incredibile varietà di macchie e sporcature che causiamo al nostro arredamento. No... parlo proprio dell'assoluta mancanza di eleganza e tatto che trasforma una sessione di aerobica orizzontale in qualcosa che ti faccia gridare WOOO-HOOO alla fine!

Si dice che il maschio italiano sia il migliore amante che si possa avere al mondo. Crediamoci... Ma questo vale per il maschio etero. Perchè il maschio mediterraneo è fascinoso, pieno di charme, virile, focoso... D'altra parte, l'uomo gay (che per definizione ha rinunciato alla virilità già dalla prima comunione quando scelse di vestirsi con una tunica bianca con lo strascico e una croce glitterata sul petto ricordando VAGAMENTE Lady Gaga nel video di Alejandro) può anche essere focoso, a volte... ma lo charme se l'è scordato nel secondo cassetto della biancheria, tra la guepiere di pizzo viola e le mutande rosse di Capodanno. Perciò non mi stupisco degli scarsi risultati che si possono avere a letto...

Guardali... Guardali come stanno tutti inarcando le sopracciglia e arricciando le labbra mentre sbottano fuoriosi dicendo che sono una passiva acida che parla solo per invidia perchè se loro mi prendessero mi brucerebbero il buco del culo a colpi di cazzo e bla bla bla...
Sssssi... vaaaa beneeee... Credeghe...

Tralasciando il fatto che si sono acidissimo ma no non sono passiva (almeno, non solo... Come se fosse una brutta cosa poi), lasciate che vi illumini su alcune cosine che fate primadopo&durante l'amplesso che fanno decisamente crollare le vostre quotazioni giugiu a picco nel baratro dell'indecenza. Lo faccio per il vostro bene e per il vostro pene. Mi ringrazierete un giorno.


PRIMA

- La conoscenza
Ormai conoscersi è diventato un dramma epocale. Ci si conosce solo in chat e tramite iPhone (e scriverò anche un post su questo argomento, promesso). Basta. Giusto l'altra sera, sono uscito con dei miei amici per bere una cosina in un locale di Milano. Ovviamente, un locale gay. Mentre ero fuori che fumavo una sigaretta attorniato da una 40ina di persone tutte uguali, mi sono reso conto che tutti avevano un telefono in mano. E sapete perchè? Semplicemente per chattarsi l'un l'altro. Tu, possessore di un telefono d'avanguardia, scarichi l'applicazione "CercaFroci" e poi li guardi e li chatti conoscendo esattamente la loro ubicazione sulla mappa. E in un locale gay immaginatevi quanti ne potete trovare a pochi centimetri di distanza. L'applicazione non ti segnala più la distanza in metri ma ti dice "Ti sta già slacciando i pantaloni". E loro se ne stavano lì, ad un paio di metri l'uno dall'altra che si scambiavano sguardi e ammiccamenti e messaggini sul cellulare. Ma dico io, siete idioti? Avvicinatevi e parlate!!!! "Eh ma se poi non mi piace? Prima voglio conoscerlo e poi lo incontrerò". Ma la riesci a sentire la puzza delle cagate che spari? Vuoi davvero dirmi che conoscere una persona ad un metro distanza da te con i messaggini è meglio che conoscerla parlandogli di persona!?
Ragazzi, bimbi miei... Fatevelo dire. Siete delle teste di cazzo! Il bello della conoscenza è studiare l'altra persona mentre gli parliamo, mentre ci parla, guardarlo negli occhi e individuare i segnali del suo sguardo, ascoltare il linguaggio del corpo... Questa, signorine mie, si chiama fare conoscenza. Non è la quantità di informazioni personali che vi scambiate a determinare il grado di conoscenza che avete con un'altra persona, ma è la quantità e la qualità dei segnali che riuscite a comunicarvi senza parole. O anche con le parole, perchè no... Ma è il contatto umano quello che seduce, non un trillo di telefono!


- La conoscenza, parte seconda
A "Ciao"
B "Ciao"
A "Da dove?"
B "Loreto"
A "Buenos Aires"
B "Cerchi?"
A "Si"
B "A o p?"
A "A"
B "Ok. Ospiti?"
A "Si."
FINE

Notate niente di strano? Io si. Giusto un paio di robine insignificanti... Tipo... Ma riuscite solo a pensare a scopare?! Che domanda retorica... SI, ovvio... Ok, va bene... Anche a me piace il sesso, moltissimo... Ma c'è altro nella vita! Non solo incontri del tipo "Ciao, succhia, godo, addio."... C'è molto di più!! Anche se volessi farmi una chiavata&via, che ti costa dire due parole in più? Anche solo sedersi un secondo a bere un caffè prima di fare BungaBunga... Tanto ormai sei lì, no? Almeno passati un paio d'ore in compagnia... Tanto quella roba là alla fine dura 20 minuti se siamo fortunati... E poi chi ti dice che magari il tipo non ti piaccia davvero? Ah, dici che non vuoi una relazione ma solo divertirti? E tu questo lo trovi divertente? Sei davvero così triste da trovare divertente un pompino al volo? Beh, mi sento triste io per te. Davvero...

E passato il momento di lutto, mi rivolgo a quelli meno infelici di te.
Anche se non volete una relazione, scambiare 4 chiacchiere non rovina la performance sessuale. Anzi, al contrario la migliora un po'. Tra una parola e l'altra, un'ammiccatina, una palpatina involontaria, magari capite già che cosa piace all'altro anzichè perdere tempo a decriptare i messaggi in codice mentre vi spiumate sulla poltrona Poang dell'Ikea. E anche alla fine... Avete raggiunto l'orgasmo. Bravi. Mazel Tov! Mi spiegate perchè tutti si trasformano in BeepBeep che vede arrivare Willy Coyote? WROOOOOOOMMMM.... tutti che si fiondano alla porta più veloci di una puzzetta. Nella stanza rimane la vostra sagoma fatta con le nuvolette mentre scappatte... BEEP BEEP! Essù. Avete appena trombato! Almeno ditevi ciao, arrivederci, addio, mi dai un bicchiere d'acqua che c'ho la bocca impastata di peli, baci e abbracci e ossequi alla signora o robe così... Un semplice saluto... Piccolo... Ti occupa un 3 minuti della tua vita. E la cosa si conclude con un po' più di eleganza. Anche se hai fretta di scappare da quell'individuo...


DURANTE

Ecco è proprio qui che sfoderate il meglio di voi, quindi sedetevi comodi e godetevi questa parure di schifezze.

- Stai sotto o sopra?
Sto dove mi pare! Ma ti sembra che mi devo pianificare le posizioni del sesso come se fosse la scheda degli esercizi da fare in palestra? Tu comincia e poi vediamo dove si sta!

- Ti piace, vero?
Secondo te? Lo faccio perchè costretto ai lavori di bocca forzati?...

- Fammi godere.
Veramente io pensavo di farti una pedicure, però... se preferisci godere...

- Dove vuoi che vengo?
Mi piacerebbe molto che venissi con me alla Cresima di mia cugina Clotilda perchè sai sono tutti un po' grandi e con figli e non mi ci trovo molto bene a chiacchierare, per lo meno con te posso scambiare due parole...

- Dai, cazzo... dimmi dove vuoi che vengo che ci sono quasi!
Ah, ma ti devi esercitare al tiro al bersaglio? Tu prendi la mira e poi mentre gridi ad occhi chiusi vedi quanti punti fai? Ok allora te la faccio difficile... io mi metto a 10 metri e tu devi beccarmi sotto l'ascella! Ok? Dai... Pronti? 5, 4, 3... Ma no... aspè... dovevi sparare allo 0!... Non ero pronto... Uff... Dai, riprova... Come ti ci vuole mezz'ora? Vuoi dirmi che fai pratica con un solo colpo? Ahhhhh... Ora capisco perchè fai così schifo...

- Toccami le palle. Strizzami i capezzoli. Leccami il collo. Succhiami il piede. Stringimelo forte.
Ok, gioia, sai che c'è? Io non ho bisogno delle istruzioni... sennò, se avessi voluto avere delle indicazioni, sarei andato a fottere con un TomTom!

- Te lo sto mettendo nel culo!
Che intuito! E avevi bisogno di gridarlo al mondo? Io lo sapevo già... Anche la vicina lo sapeva... Pure quelli della finestra difronte lo sapevano già... Che cazzo serve gridarlo e rivendicarlo con orgoglio? Pensa piuttosto a concentrarti che per ora sembra che mi stai facendo le spennellature per le emorroidi...

- Posso chiamarti troia, vero?
(questa è meglio se non la commento)

- Hai il buco così tenero che sembra di scoparsi una fica.
Eh si, infatti. Così tenero che si taglia con un grissino. Il tuo.

- Hai l'uccello così grande che me lo setto tutto fino in gola.
E adesso giochiamo a fare il girarrosto!

- Scopami! Scopami! Scopami!
Se stai zitto, magari ci riesco pure...

- Tu si che mi fai godere come una vacca!
Che bello scoprire che sei un esperto di orgasmi delle giumente!

- Adesso ti sculaccio per bene!
Adesso ti prendo a colpi col casco della moto che è tondo e non lascia i segni.

- Vieni a casa mia, ti apro nudo e tu cominci subito a succhiarmelo, ti siedi su di me e te lo metti nel culo, mi fai venire e poi me lo succhi di nuovo.
Già che ci sono, passo anche l'aspirapolvere, lavo i piatti, faccio una lavatrice dei bianchi che gli faccio fare anche il programma con l'ammollo così vengono bianchi che più bianchi non si può e passo in posta a pagarti le bollette che sennò ti staccano il gas e col freddo che fa non sta bene rimanere senza riscaldamento che poi ti vengono i reumatismi...

- Io uso i preservativi XL perchè ho la cappella troppo grossa.
Si, amore... Giusto quella hai grossa...

- Posso metterti un dito nel culo? Posso leccarti un orecchio? Posso ficcartelo in bocca fino in fondo? Posso...
Si puoi, cazzo! Puoi tutto basta che cominci che alle 16 ho l'appuntamento dal parrucchiere che sembra che in testa c'ho una marmotta investita da un tir col rimorchio.


DOPO

C'è mai un dopo? No! Ovviamente... Sennò non starei qui seduto con un diavolo per cappella a scrivere questo post... Perchè non c'è mai un dopo? Che sia una sveltina, una lunghina o una medina, che sia un primo appuntamento, un secondo o un contorno di verdure grigliate, mi spiegate perchè dopo la copulazione sparite tutti nel nulla? Chi l'ha visto farebbe le puntate lunghe ore se lo chiamassimo ogni volta che qualcuno ci da un appuntamento e poi PUFF sparisce come Harry Potter nei camini... Ti costa davvero tanto anche solo dirmi "Guarda, le cose stanno così: fai cagare a letto e mi stai pure un po' sulle palle... Sfanculizzati!"? O è davvero così insopportabile avere un secondo incontro con uno con cui hai fatto Cazzing Jumping da non sentirlo mai più per il resto dei suoi giorni finchè morte non vi separi?
Se il vostro intento è quello di collezionare uccelli e/o buchi di culo il più possibile per segnare il territorio, fate come i cani: pisciateci addosso che si fa prima!

Pisellove