Visualizzazione post con etichetta infelice. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta infelice. Mostra tutti i post

mercoledì 10 ottobre 2012

La storia di Luca



Questo post è tratto da un'email che è stata scritta da Luca ad un amico di blog, Gaihardo. Purtroppo Gai ha chiuso il suo blog e la lettera non è più visibile. Ma a distanza di due anni, dopo le recenti puntate del Giardino delle Vergini sulla prevenzione, avendo avuto notizie da Luca, ho ritenuto che fosse giusto e doveroso ripubblicare questa lettera. Mi sono permesso di aggiungere e cambiare delle cose per rendere attuale questo "stream of consciousness", mantendomi il più fedele possibile a quello che Luca avrebbe potuto scrivere.

Nomi, luoghi e alcuni fatti sono stati modificati nel rispetto della sua privacy.



Tema: Descrivi la tua vita dopo l'HIV

Svolgimento:

La mamma mi ha detto che non si accettano le caramelle dagli sconosciuti perchè poi ti rapiscono e ti portano dall'uomo nero. La mamma poi mi ha detto che se metto il dito nel naso per fare le palline con le caccole poi mi tiro fuori il cervello e divento un bambino stupido. E poi ha anche detto che se pianto il semino nel giardino delle signorine poi nascono dei cavoli e ci sono sotto i bambini. A me il cavolo non piace, preferisco i finocchi. Però la mamma non mi ha detto che se succhio i finocchi senza la plastica attorno poi mi prendo le malattie. Infatti adesso io ho l'HIV.

E questa è la premessa.

Che è tutto un programma, insomma. Tanto per farti capire quanto mi possa innervosire e imbarazzare parlare di certe cose.

Perchè alla fine non è facile raccontare a qualcuno una cosa così intima e delicata come il fatto di essere sieropositivi. Rischi di cadere nel patetico e/o nel sociopsicopatologico!


- stacco. Le luci si attenuano, un cono di luce dall'alto illumina un ragazzo meditabondo seduto ad un tavolino davanti ad un computer. Riflette. La luce, perchè lui è bianco latte -


Quando ho letto il tuo post sulla tua ansia prima di fare il test [ndr: Gaihardo aveva pubblicato un post in cui raccontava le sue paure appena prima di fare il test dell'HIV] sono rimasto molto colpito da quello che hai provato. Il mio primo pensiero leggendolo è stato: "Perchè ha sentito il bisogno di doverlo fare? Cosa l'ha terrorizzato al punto da pensare di aver contratto il virus? Voglio dire, certe cose si sa che non si devono fare..". Poi però mi sono fermato e ho pensato a quest'ultima cosa. "Si sa che certe cose non si devono fare"... certo, perchè poi le conseguenze sappiamo quali sono...


e allora perchè io le ho fatte subendone poi le conseguenze?


Fondamentalmente credo che alla fine tutti pensiamo "Tanto a me non può succedere". E allora via di scopate nei boschi, di pompini a raffica, di orge, incontri nelle chat, nelle dark, serate alcoliche a base di SborraLemon... poi uno un giorno si sveglia, gli dicono che ha l'HIV e si dice "Ma perchè?!"... PERCHE' SEI CRETINO! Ed è quello che penso un po' di me alla fine. Che sono un cretino DOC: Deficente d'Origine Coglionica.

Tutto è cominciato nel lontano 1999 (fa così strano ora scriverlo!). Stavo cominciando ad addentrarmi nel meraviglioso mondo della froceria, ero fidanzato con una ragazza e intanto pomiciavo con uno. Finchè a 18 anni ho deciso di prendere il largo e cominciare a trombare con gli uomini. E in un paesino del nord popolato da gente del Sud, dove mai puoi andare a raccattare qualcuno? Ovviamente nelle chat! Dove si sa che gli appuntamenti sono sempre pochi. E siccome vuoi sperimentare cosa fai? Ti infili nei boschetti e cominci a scoparti lo scopabile. Dal tipetto sposato col cazzo che cola fino alle caviglie al postino che tra una consegna e l'altra decide di farsi fare una pompa, passando per il marocchino e finendo col rametto sporgente dalla forma fallica. Quando ormai hai finito il periodo scopaiolo, passi ai fidanzati e cominci a smetterla. Ma non sai che ti stai portando dietro qualcosa che si sveglia un giorno a caso. Tre anni fa. Ero ancora fidanzato all'epoca col mio ultimo ragazzo. Quello serioserio. Una relazione di 4 anni patita e sofferta. Febbraio/Marzo: lui ha avuto la mononucleosi. Da bravo maritino l'ho accudito e amato anche nella malattia. Giugno: comincio a star male anch'io.


Primi sintomi.

La stanchezza. Non c'era giorno in cui non mi sentissi stanco. Ma non il solito stanco. Sono abituato alla stanchezza, facevo orari disumani e stavo alzato fino a tardi per prepararmi a ricominciare tutto il giorno dopo dal mattino presto. Non provavo nemmeno più la sensazione della stanchezza. E allora perchè facevo 2 rampe di scale e mi sentivo svuotato?


La febbre. Dopo la stanchezza, subentrava la febbre. All'inizio solo febbriciattola, sai quando hai 37,3 fisso e ti senti completamente rincoglionito? Ecco, quella... per giorni e giorni... finchè non diventava proprio febbre alta. Al minimo sforzo, PATAPEM! Febbre a 40...


Luglio: prosegue la malattia. Ma peggio. Anche perchè l'amore mio torna al Sud a casa e io rimango solo e moribondo in casa al Nord. La febbre ormai e praticamente costante, non accenna a scendere dai 38 fissi. Sicuramente è la mononucleosi che comincia a prendere il sopravvento anche su di me. Fanculo io e il mio animo da CandyCandy/Infermierina sexy che da i bacini curativi e i pompini miracolosi. Prendo appuntamento dal medico.


Agosto: la visita dal medico. Ormai la febbre è mia amica, senza mi sentirei perso e solo. Il dottore conferma la diagnosi che avevo solo immaginato: mononucleosi. "Hai la febbre perchè le tue ghiandole ormai sono grosse come mandarini. Facciamo comunque le analisi del sangue complete per essere sicuri." - "Dottore già che ci siamo allora facciamole proprio tutte e mi prenoti anche quella per l'HIV, anche se non ce n'è bisogno" - "Ma si infatti, facciamole tutte"


... ingenui tutt'e due ...


Penso che non dimenticherò mai il giorno in cui mi hanno consegnato le analisi. L'infermiere, da dietro uno sportellino, con aria estremamente spaesata mi consegna la busta con i risultati e un foglietto giallo con scritto URGENTE - RISERVATO a caratteri megacubitali sul davanti, dicendo con l'espressione di chi l'ha appena preso in culo "Eh, io non lo so perchè, ma è arrivata questa! Devi andare a ritirare QUELLE ANALISI direttamente all'indirizzo che c'è dentro." ... Quelle analisi!? Intendi... Quelle che sono riservate e personali e che tu, infinito idiota cerebroleso, non dovresti nemmeno sapere che ho fatto?! "Ma si non preoccuparti. E' la prassi! Per ritirare i referti dell'HIV devi andare nel reparto di malattie infettive e fare una visita!"... Ma tu lo sai, grandissima testa di cazzo, che oltre a mettermi paura stai parlando con il megafono acceso!??!

Tralasciando il mio odio per l'infermiere laureatosi coi punti della Mulino Bianco, mi reco al reparto di malattie infettive e subito percepisco che qualcosa non va. Le infermiere, che prima erano tutte carine e sorridenti, dopo aver saputo il mio nome assumono una strana espressione: un misto tra disgusto e rammarico. Mi fanno accomodare nello studio del dottore: una stanzina con un lettino per le visite, la scrivania col pc e il dottore lì dietro, che mi guarda con un sorriso educato e gli occhi dispiaciuti di chi sta per dirti quello che purtroppo ormai è praticamente una certezza.

(cerco di riportare la conversazione esatta, o almeno quello che riesco a ripescare dai ricordi confusi)

Doc "Buongiorno sig. Luca, si accomodi pure. -mi siedo, quello che ho addosso non sono più vestiti ma cenci fradici di sudore. Non sorrido, ho un ictus- Lei ha richiesto un test dell'HIV, giusto?"

Io "Si..." (cazzo Luca, usa la voce e pronuncia le parole! Le stai solo pensando...) "Ehm... Si..."

D "Perchè le ha richieste? C'è un motivo particolare?"

Io "No.. il mio dottore mi ha detto che quasi sicuramente ho la mononucleosi e mi ha fatto fare tutte le analisi. Già che c'ero ho pensato di far fare anche questo per sicurezza."

D "Beh... devo dirle che ha fatto bene, sig. Luca. Vede, mi spiace dirglielo, ma le sue analisi hanno dato un esito positivo al virus dell'HIV."

...

...

...

No aspetta... che ha detto?...

...

...

No, non ha detto HIV...

...

..

.

Io "Ma... cioè... no... potrebbe essere un errore... le altre analisi dicono che ho la mononucleosi..."

D "Certo, le altre analisi indicano che c'è un problema alle ghiandole e quindi le segna come mononucleosi, ma in realtà stanno reagendo al virus dell'HIV."

Niente, il cervello non registra l'informazione.. sono ancora fermo al Buongiorno... il mio mondo è ancora lì...

Vedendomi perso il dottore decide di darmi uno scossone per farmi riprendere.

D "Sig. Luca, gliel'assicuro. Non ha la mononucleosi. Il test è assolutamente affidabile e adesso la cosa più importante da fare è provvedere per tempo prima che il problema diventi più grave. -da qui in poi dovrò parafrasare perchè ho spento il cervello- Per quanto possibile non deve preoccuparsi, noi siamo qui per seguirla ed aiutarla. Capisco quanto possa essere sconvolgente la notizia, ma le posso assicurare che in questi ultimi anni la ricerca ha fatto passi da gigante e i farmaci sono diventati infinitamente più efficaci e sicuri e si può vivere normalmente per quasi tutta la vita. Non siamo più negli anni 80 in cui non si sapeva come affrontare la cosa e l'aspettativa di vita era molto minore. Ora le cose sono diverse........ e bla bla bla bla bla"

La cosa non mi sta rincuorando.

"Ha qualche domanda da farmi?"


"Dottore forse le devo dire che sono gay... magari è questo"


Lui sorride, ha un nonsochè di paterno in quel sorriso, come se capisse che ormai sono completamente in preda al panico e che dico cose a caso.

"La malattia non guarda in faccia a nessuno. Può colpire chiunque, etero, gay, donne, uomini... Non è colpa sua se è nato così -tu sei un grande- ..."


La conversazione prosegue un po' a rallentatore con una serie di domande per capire come ho fatto a prendere il virus. O 10 anni prima o negli ultimi sei mesi. Gli ultimi sei mesi? Il mio ragazzo ha avuto gli stessi sintomi negli ultimi sei mesi!

Devo dirgli tutto. E devo farlo per telefono. Ma è in vacanza. No, il dottore ha detto che deve subito fare il test, che è importante. Torno a casa... aspetta, come ci sono arrivato a casa? Che è successo? Ah, già... ho l'HIV... Devo dirlo a lui... gli telefono... piangiamo per 2 ore... piangiamo... perchè piangiamo?... ah si, ho l'HIV... gliel'ho passata io? Me l'ha passata lui? so che lo stiamo pensando entrambi... ma io l'ho scoperto prima... mi darà la colpa... lo so... colpa di cosa? Ah è vero... ho l'HIV... potrò ancora realizzare i miei sogni? quanto tempo mi rimane prima di morire?... sto morendo... sto per morire?... nono.. non sto morendo... si che sto morendo... ho l'Hiv... la mamma... oddio, devo dirlo alla mamma... la uccido se glielo dico... "Ciao mamma, sai oggi ho fatto la torta alle mele e ho scoperto che ho l'HIV. Tu come stai?"... non posso dirglielo... no... mi devo uccidere... prima di morire così... con quella cosa dentro... è dentro di me... cosa è dentro di me?... non so nemmeno com'è fatta l'HIV... forse si può togliere... magari in america fanno come ER e te la tolgono... ti fanno quelle cose che vedi in tv e poi... sto morendo... ho l'HIV... l'HIV... quella... io ce l'ho...


Sono passate ore, molte ore... credo di non aver nemmeno dormito quella notte... sono rimasto a piangere sul divano... da solo... mi sentivo solo... escluso... diverso... in qualche modo abbandonato...

Ero davvero terrorizzato perchè non sapevo cosa fare. Dovevo aspettare 7 lunghissimi giorni in attesa del risultato delle seconde analisi (perchè il test serve solo a dirti "congratulazioni, sei sfigato!", poi devi fare altre analisi più approfondite per valutare la gravità della situazione e verificare quanto virus ti ribolle in vena e quanta moría c'è di globuli bianchi)... 7 giorni... come The Ring... da un momento all'altro mi immaginavo veder spuntare una bambina coi capelli al contrario e terribilmente onicofaga dalla tv a dirmi TESTA DI CAZZO con la voce di Fausto Leali nei tempi della laringite... non sapevo come poter affrontare una situazione così... e dire che io di robe ne ho affrontate! Di sfighe, se così si possono chiamare, ne ho avute fin troppe: un'infanzia tragicomicamente infelice, un'adolescenza partita con uno stupro nel cesso del treno da parte di un vecchio con tanto di coltello alla gola, il resto dell'adolescenza passato tra bulimia, anoressia e crisi d'ansia, tentato omicidio da parte di quello che avrebbe dovuto essere il mio genitore di sesso maschile (dicesi padre, ma non uso mai quella parola) perchè "aveva reagito un po' male" al fatto che sono gay, ho dovuto abbandonare la casa in cui sono cresciuto e la mia famiglia e cominciare una vita precaria senza saper nemmeno cucinare un uovo sodo... insomma... una vita parzialmente di merda... eppure sono arrivato fino a quel punto... e non sapevo cosa fare...

Volevo solo morire... buttarmi dal balcone del 4 piano e spappolarmi sul... ma poi il mio sangue schizzerebbe sulle finestre della signora del primo... ci sono quei due bambini dolcissimi! Rischierei di infettarli... Mi accoltello? No, di nuovo il problema del sangue... Mi.. mi...


E d'improvviso il lampo di genio... la scoperta dell'acqua calda...


Io non voglio morire... non posso farmi battere da uno stupido virus! Cazzo, io sono meglio di un coso che manco si vede... IO SONO PIU' FORTE DI LUI!

Ed è da questo pensiero che il delirio mentale in cui stavo cadendo ha cominciato a dissolversi per lasciare posto ad un'insolita e inaspettata lucidità... La prima cosa che ho fatto è stata chiamare una mia amica per raccontarle la cosa... avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno... non era una grande amica, una a cui solitamente andavo a raccontare i fatti miei... ma era l'unica disponibile... sentivo l'esigenza di vomitar via tutto, di buttar fuori la paura... e l'ho fatto... tutto d'un fiato, tra pianti e grida e risate isteriche e un martini che ci sta sempre bene in questi casi... ed è stato bello vedere un sorriso apparire sul viso di qualcuno che ti conosce poco ma che capisce quanto male si possa stare, quanta sofferenza si può provare nell'autogiudicarsi una persona tendenzialmente idiota al punto da beccarsi una roba del genere... e questo unico gesto mi ha dato la forza di aspettare quel terrificante settimo giorno... che arrivò dopo ore e ore e ore e ore e ore e ore di ricerche di informazioni su internet...


Ecco, piccola puntualizzazione. Se scopri di avere l'HIV o una qualsivoglia malattia NON CERCARE MAI SU INTERNET! Voglio dire, guardare Shining, l'Esorcista, la saga di Saw, l'urlo di Munch è decisamente più rilassante che cercare informazioni sulla suddetta malattia sul web. Scopri solo che potresti (al condizionale) avere qualunque tipologia di effetto collaterale dovuto alle cure e/o alla malattia stessa e in ogni caso comunque poi muori. E muori male. Fine parentesi.


Gli esami hanno confermato sta cazzo di HIV. Ero praticamente un'arma batteriologica a piede libero. 2.5 milioni di unità di virus per goccia di sangue e circa 93 globuli bianchi. Praticamente ero ad un passo molto breve dalla morte! Il dottore gentile e carino mi disse che con una goccia del mio sangue potevo sterminare un quartiere di una grande città... Grazie dottore, ora io davvero sono innamorato perso di lei... Diamoci appuntamento sotto la fermata del pulman. A questo punto però comincio la cura. Le 3 pastiglie. Le 3 pastiglie che dovrò prendere per il resto dei miei giorni, sempre allo stesso orario. Per sempre. Finchè non ci sarà una cura. La cura che è praticamente un post it che metti sul frigo per ricordarti ogni giorno alla stessa ora che sei un coglione che per farsi una scopata alla svelta s'è beccato l'HIV. Un promemoria della tua malattia. Della tua diversità.

Ma quel che è peggio è che per avere i farmaci devi andare nel CUP di residenza a farti rilasciare un libretto di esenzione sanitaria che ti evita di pagare quei 2000 euro al mese, costo effettivo delle pillole. Questo per me voleva dire dover tornare a casa da mia madre. E io non torno mai. E quindi dovevo dirle tutto. Con lei non potevo parlare per telefono, dovevo guardarla negli occhi e tranquillizzarla in qualche modo. Dovevo star bene davanti ai suoi occhi per farle capire che non stavo morendo. Anche se io stesso non ci credevo. Così lo dissi prima alla mia sorella n°2... e qui ebbi la seconda grande sorpresa. Mia sorella n°2 è famosa per la sua pesantezza di culo, per la sua flemma da ippopotama morta... nonappena le dissi questa cosa, il giorno dopo era arrivata a casa mia, da sola, in auto, di mattina (Casa sua - Casa mia sono circa 4 ore e mezza di autostrada, lei ci ha impiegato tipo 3 ore scarse) per venirmi subito a prendere e accompagnarmi fino a casa. Lei si che è stata brava. Non ha pianto mai. La mia mamma invece si... mi ha abbracciato forteforte e mi ha detto "Non ti preoccupare, l'importante è essere positivo"... Beh si mamma, sono siero positivo! E piangendo, dopo uno schiaffo, abbiamo riso tantissimo... e le lacrime da amare diventavano dolci e poi ancora amare... per poi cessare e diventare determinazione, anche da parte sua... ...capisci? Dovevo star bene, lottare. Non potevo deluderla, non potevo essere da meno... Dovevo dimostrarle che ero forte come lei! Che non aveva fallito come mamma... Dovevo farlo... Anche le altre mie sorelle lo sanno, ma non hanno voluto saperne di più... mentre la mia Nipote n°1 ha pianto tanto e mi ha scattato una foto... lei fa la fotografa e voleva ricordarsi quella cosa per tutta la vita. C'è chi l'ha poi definita una cosa brutta. Io sono stato davvero orgoglioso e fiero che quella foto l'abbia scattata per ricordarsi una lezione di vita datale dal suo unico zio... mi ha fatto sentire importante...


Col tempo la cura ha drasticamente abbassato la carica virale e aumentato i CD4 (che son i globuli bianchi), adesso le mie analisi del sangue sono molto diverse: a distanza di tre anni ho 60 virus e quasi 800 globuli bianchi (che è una buona cosa). Fortunatamente non ho avuto reazioni ai farmaci (ce ne sono tante, alcune terribilmente deturpanti come l'aumento spropositato del peso a causa di disturbi metabolici, ingiallimento degli occhi, disfunzioni intestinali ecc...) e ancora più fortunatamente ho scoperto che il ceppo del virus che ho io è quello più comune e quindi più facilmente può esser tenuto sotto controllo. Almeno questo.


Da quel giorno però la mia vita non è più la stessa. O meglio. Lo è. Ma diversa. Un po' come il giochino della settimana enigmistica, due figure uguali con alcuni piccoli dettagli che le rendono totalmente diverse. Ecco. La mia vita è diventata "Trova le differenze".

Per prima cosa, non sono più fidanzato. Ok, questo non c'entra con la malattia. Ci siamo lasciati per altri motivi. Anche se c'è una cosa riconducibile poi all'HIV. Ci arriverò tra un po'. Anche lui ha contratto il virus. Non si è ben capito chi abbia contagiato chi, sta di fatto che incolpa me. Anche se in maniera non propriamente diretta. Sta di fatto che però il suo corpo è più resistente al virus e che quindi per ora non si riproduce e sta lì... quindi lui non deve fare la cura... Solo i controlli trimestrali. Già perchè quando hai l'HIV ogni tre mesi devi fare le analisi del sangue per valutare i progressi della cura e ogni 6/12 altri esami supplettivi che valutano altre cose, tipo le mutazioni del virus, l'eventuale resistenza ai farmaci dovuta alle mutazioni, la densità ossea, malattie collaterali come l'epatite ecc... e anche a questo, come ricordarsi ogni singolo giorno di dover prendere le pillole, ci si abitua pian piano. Ma non ci si fa mai l'abitudine completamente.

Quello che realmente cambia sono le tue reazioni e relazioni con gli altri. Quando sono tornato a casa ricordo (adesso con tenerezza) l'apprensione di mia sorella quando mi ha ospitato a casa sua. A tavola avevo il bicchiere di plastica e il set di posate e piatti da festa della figlia, quelli usa e getta con i disegnini di Hallo Kitty. Le lenzuola erano state appositamente scelte con cura dall'armadio degli scarti per poterle poi buttare in seguito. L'asciugamano era quello infeltrito che non usava più. Insomma tutto pronto per essere bruciato alla mia partenza. Dapprima mi infastidì un po' la cosa, poi capii che in realtà nè io nè lei sapevamo niente di questo fottutissimo virus: poteva davvero incastrarsi tra le lenzuola? E se mi fosse uscito sangue da una gengiva pungendomi con la forchetta? Sarebbe poi andato via con l'acqua e il dixan? Non potevamo rischiare che la piccola nipotina n°6 si beccasse l'HIV... era giusto così... adesso che lo sappiamo ovviamente non ci poniamo più il problema, ma in quel momento ricordo quanto male mi fece questa cosa, ma anche quanto fosse necessario prendere quelle precauzioni.

A tutti i miei amici, tornati dall'estate sapientemente commentata su facebook, quando mi chiedevano come mai ho avuto tutta quella febbre ho sempre risposto "Mononucleosi"... tanti mi hanno rincuorato dicendomi che anche loro erano stati molto male quando l'avevano avuta... peccato che io sapevo che non era così... mi ci vollero altri 4 mesi per dirlo apertamente a qualcuno... due persone che da allora si sono dimostrate molto più amiche di quel che pensassi. Una di queste è Maria. Una ragazza straordinaria. Unica. Che amo alla follia. Ogni tanto mi ispeziona con mille domande alle quali rispondo sempre con piacere sia perchè so che vuole conoscere le mie condizioni e accertarsi che io stia bene, sia perchè ha un'innata curiosità verso ciò che non conosce o non capisce e saperlo da me l'aiuta a scoprire una cosa che nessun altro saprebbe spiegarle. Ad altri invece l'ho detto perchè potessero capire certi miei atteggiamenti, il perchè mi vedevano prendere tre pillolone tutti i giorni a pranzo. E tutti si sono dimostrati affettuosamente commossi dalla fiducia che ho riposto in loro. Compreso Stefano, un ragazzone tutto muscoli e molto cervello, che ha pianto più di me perchè "qualunque sia il motivo, questa merda non doveva capitare a te... e io ti sarò sempre vicino"...

Non sempre però reagiscono bene. Dopo essermi lasciato, ho cominciato a flirtare con un ragazzo (del quale poco mi importava) giusto per fare la classica ripicca. Ci fu solo un bacio. E lui voleva altro. In quel momento capii che dovevo dirglielo, che non potevo andare oltre con lui perchè sono contagioso, sono malato. E lui per tutta risposta si incazzò a morte perchè l'avevo baciato e avrei potuto contagiarlo. Ricordo che non provai nemmeno rabbia, mi faceva quasi pena la sua totale ignoranza. E fortunatamente la cosa mi scivolò addosso. Ma mi segnò profondamente. Mentre il mio ex ragazzo dopo cinque giorni era già a letto con un'altro che era consapevole delle sue condizioni, io avevo ricevuto quel trattamento dopo 2 mesi da un ragazzetto che avevo solo baciato. Quello è stato un momento decisivo.

Ho smesso di avere contatti e/o rapporti occasionali. La paura di contagiare qualcuno o solo di essere rifiutato è più forte di qualunque voglia e/o istinto sessuale o affettivo. Ok, ho avuto incontri di pipperia con un paio di ragazzi giusto per avere un contatto umano. Ma anche lì, il terrore di fare uno schizzo sbagliato e provocargli reali danni permanenti, di condannarlo ad una vita così difficile, prende sempre il sopravvento e mi fa bloccare. Uno di questi ha provato anche a succhiarmi l'augello. Lì per lì non ci ho pensato, ma a metà del lavoro mi sono reso conto di quello che stavo facendo. Cazzo è pericoloso! Non ti rendi conto che tu stai facendo una pompa ad uno sconosciuto e non usi le precauzioni? Tu non lo sai perchè per farmi fare una sega non sto lì a dirti i cazzi miei, ma almeno il pompino dovresti saperlo che non si fa senza preservativo! Io sbaglio perchè ancora non mi sono abituato all'idea, ma anche tu però sei cretino che non ci pensi... Ora sono davvero molto più attento a come tocco le persone, a cosa faccio quando lo faccio per gli altri. Anche solo cucinare richiede molta più attenzione, non posso tagliarmi mentre affetto i pomodori, succhiarmi il dito e continuare come se nulla fosse. Devo lavare il coltello subito, cambiarlo e usare un guanto di lattice per evitare perdite di sangue... tutto va controllato...

Oramai è sono anni che non ho un rapporto sessuale o una relazione. Un po' perchè sono stato male per il mio ex che ho amato oltre ogni limite possibile, un po' perchè ho troppa paura del rifiuto e del contagio. Non potrei mai far sesso con qualcuno sapendo che potrei rischiare di regalargli qualcosa che non fa piacere ricevere. E mi sta sul cazzo che ai miei amici, come il mio coinquilino, quando faccio presente che certe pratiche sessuali sono a rischio altrimenti si finisce come me, questa cosa freghi poco e la prendono come un volersi far commiserare e mettermi al centro dell'attenzione. No, non è così. E' davvero pericoloso! Io sto campando grazie alla mia forza di volontà, ma voi potete evitarlo! Siete ancora in tempo per non fare una cazzata troppo grossa... Mi da fastidio non essere preso in considerazione su questo argomento come mi da fastidio chi dice che posso tranquillamente avere una relazione o un rapporto sessuale. Non è così. Chi andrebbe serenamente con un sieropositivo? Io no di certo. E nemmeno voi. Non siate ipocriti.


Per concludere. Gia mi sono dilungato troppo. Io sorrido, perchè sono fortunato. Tanti no. Ma a volte, ho ancora paura di morire. Sicuramente ho la certezza di rimanere da solo per sempre. Di non verdere i miei nipoti raggiungere i traguardi importanti della vita. Di non riuscire a combinare niente della mia vita. Sono gay, sieropositivo e tragicamente tristoide...

Vorrei poter tornare indietro e proteggermi dalla mia stupidità. Ma non posso. Ora ce l'ho e me lo tengo... poche storie...


Ma è solo un virus.

Io lo posso sconfiggere.

sabato 31 dicembre 2011

Biancaneve doveva morire soffocata

Allora. Sono una persona paziente. Sono estremamente comprensivo. No, davvero. Capisco molte cose. Capisco che non tutti sono in grado di arricciare la lingua perché é un fattore genetico. Capisco che se hai genitori bassi non puoi pretendere di essere uno stangone d'uomo. Capisco che la Signora Natura (e dico Signora per non dire Grandissima Baldracca) abbia dovuto elargire il bene e il male donando ad alcuni la sempiterna persistenza tricologica e ad altri la caducità preventiva del bulbo capillare. Capisco anche che se la Nutella viene fatta con burri di cacao e nocciole e liquami vari non potrà mai essere considerata come alimento dimagrante, per quanto buona e cremosa e gustosa e sofficiosa e spalmosa eccetera eccetera.
MA CAZZO! Non capisco perché non possa avere anche io il mio fottutissimo cazzo di lieto fine! Ok, ok... Lo so. Lo so che la vita è fatta di alti e bassi, di pro e contro, di Ying e Yang, di si e di no, di qui e di la, di su e di giù, didì e didò... Ma porco di quel porco! Posso avere anche io il lusso del lato positivo? Per favore?! "Eh ma devi vedere il bicchiere mezzo pieno!" NOOOOOOO!!!!! Io non lo voglio vedere il bicchiere... io lo voglio innanzitutto AVERE un bicchiere! Poi se è mezzo pieno o mezzo vuoto chissenefrega: si stappa una bella bottiglia di corpulento vino rosso un po' invecchiato ma non troppo che poi da alla testa e il cazzo di bicchiere si riempie! Ma intanto datemelo sto bicchiere!!!
Capisco che alcuni possono viversi una splendida favola Disney e altri un film sentimentalcomico di Jennifer Lopez... Ma perchè io devo vivere nella saga di Saw l'Enigmista?! Perché? PERCHE'?!?!?

------------------------------------------------------------

6 sigarette ed 1 barattolo di Nutella dopo


------------------------------------------------------------


Va bene... Facciamo così... A rischio di sembrare una bambina deficiente, io lo dico a voce alta.
ESIGO IL MIO PRINCIPE AZZURRO.

Lo so bene che è una favola, una stereotipazione della vita e dell'animo umano. Sono conscio del fatto che nulla di tutto ciò assomiglia alla realtà.
Ma io lo esigo lo stesso!

So che c'è. So che queste creature fantasticomitologiche esistono realmente. Lo vedo di continuo. Sono circondato da coppiette felici che saltellano amabilmente per le strade decantando il loro amore attorniati da augelli cinguettanti e cori angelici nell'aere. Li vedo benissimo sti stronzi che ostentano la loro felicità ad ogni occasione propizia.
QUINDI.... Esigo il mio principe Azzurro.

Che poi mi va bene anche di altri colori, non sono così fiscale. Anche un violetto, un lillà, un magenta o un greige mi può andar bene. Non sto lì a sindacare sulla tonalità, per carità.
Ma lo esigo. E lo esigo subito. Anche perchè il tempo è quello che è e non posso star lì a cinciricincifischiettare nell'attesa.

Voglio un principe tutto mio. Come un principe si pensi che sia. Bello, avventuroso e pronto a salvarmi. Che mi porti con se in un'avventura che cambierà la mia vita e la sua. Un principe che al primo sguardo si innamorerà di me, perché vedrà in me quanto di più bello il mondo avrà da offrirgli. Voglio il mio coretto di ranocchie jazz che accompagnano il nostro primo bacio. Voglio sentire le cicale suonare una samba mentre facciamo un giro in barca al chiar di luna. Voglio la gente applaudire quando mi chiederà di sposarlo e voglio sogni e progetti insieme per costruirci un futuro sereno e sicuro. E voglio quel suo sguardo, come quello di un bimbo che scarta il più bel regalo di Natale. E il suo abbraccio che sussurra al mio corpo che sarà sempre lì a proteggermi.

Voglio un sogno, solo per me.

Sono stanco di incubi da indigestione e di cocenti realtà. Io lo so bene che tutto è diverso nella vita vera. Lo so fin troppo bene che nessuno correrà a salvarmi dalle streghe cattive e dai furfanti. Come so benissimo che non sono una giovane, bella e delicata principessa della quale innamorarsi.

Ma per una volta, una soltanto...

Voglio anche io il mio sogno che diventa realtà.



Datemi qualcosa per cui cantare.

Perfavore.



E vivrò anche io felice e contento.

giovedì 13 ottobre 2011

The Loser's Game - Puntata 1 "Frantumio"

Beh... dopo cocenti delusioni amorose estive (che col sole d'agosto ti bruciano parecchio e lasciano un piccolo marchio a fuoco su una coscia come quelli delle vacche tedesche), il mio corpo e il mio spirito necessitavano di un rinfrescante nuovo inizio e di una balsamica pomata antiscottature. Non ci volle molto quindi per far si che le magie di internet e l'arsura della lussuria facessero il loro dovere.

E IN PRINCIPIO IO DISSE: "SIA LA FROCIA!". E DALLA CHAT LA FROCIA FU.

Ed è qui che ha inizio il nostro viaggio nel meraviglioso e singolare mondo degli appuntamenti ignobili con sfigati a piede libero. Da questo primo soggetto che ha tracciato la linea di demarcazione tra il vivere come farebbe ogni essere umano dotato di buonsenso e me.

Signori e signorinelli, vi presento FRANTUMIO. Nome in codice per "Tritacoglioni".

Il soggetto, noto al mondo per la sua enorme varietà di argomenti che spaziano dalle dimensioni dello scroto di un nano albino alle conoscenze millimetriche della disposizione dei granelli di polvere presenti sugli scaffali espositivi dell'Ikea, ha un'apparente età di circa 15 anni. Si può conoscere la sua vera età mozzandogli con estrema gioia un arto a scelta e contando i cerchi all'interno. Il suo lavoro, spiegato nei minimi particolari durante una cena, una birra, una tazza di tea notturna, un film, le pubblicità annesse, un digestivo e la preparazione della pastiera napoletana, consiste nel proporre alle infrastrutture a fondo commerciale del settore zootecnico delle soluzioni amministrative e commerciali atte alla salvaguardia del patrimonio finanziario e alla sicurezza degli investimenti futuri sulla base dei precari andamenti del mercato locale e globale. 

Ovvero fare polizze assicurative alle fattorie. E bastava dirla così in fondo.

Frantumio lo invitai a cena da me. E mai scelta fu più sbagliata. Diciamocelo, non avevo tutta sta gran voglia di conoscere chicchessia... se avessi dovuto anche sbattermi per vestirmi bene, acconciarmi e trovare una location idonea a questo incontro tirato per i capelli, ciao... ma proprio ciao ciao con due mani.
Perciò, decisi di giocare in casa. Nel vero senso della parola. Ma niente di che, 'na roba alla buona sciuè sciuè... Un po' di pollo con un'insalatina che va sempre bene.
Tranne a lui.
"Certo che il pollo potevi cuocerlo un po' di più e potevi anche salarlo meglio. Sai, il pomodorino fresco toglie la sapidità."
Sorrido e gli porgo il sale.
"Comunque l'insalata l'hai preparata ieri? No, perchè sembra un po' molliccia."
Alzo un solo sopracciglio e gli porgo il pane ai 5 cereali del Mulino Bianco.
"La prossima volta il vino lo porto io che questo sembra il Tavernello del mese scorso"
Ecco bravo signor Splendor, la prossima volta magari fai qualcosa di utile e stirati le palle col ferro da stiro così almeno hai un motivo per venire qui e sparare cagate a random!

A parte gradire poco la mia cucina, Frantumio, proprio perchè si sente molto a suo agio ed in vena di confidenze esclusive con me, decide di dare un suo personalissimo contributo per migliorare l'estetica del mio monobilocale*.
"Ma il film lo guardiamo su quella televisione lì? Ma è piccola! Dobbiamo guardarla qui dal tavolo sennò non si vede niente."
"Ma no, - dico io con il fascino, il garbo e il savoir faire che mi contraddistinguono - mettiamoci sul divano così stiamo più comodi."
"Beh lo dici tu... è spostato a sinistra e la televisione è nell'angolo a destra e per di più lontana. Secondo me dovresti spostare i mobili perchè così non va bene. E questo divano l'hai preso al discount del mobile vecchio? Guarda: è durissimo. E questo coso che c'è sopra?! Mi prenderò qualche malattia se mi siedo?"
No, tesoro. Solo un po' di ceffoni così forti che quando esci di qui ti arrestano per vagabondaggio.

Frantumio si diletta a commentare il film in maniera alquanto anomala, giacchè appunto parla e non sente e/o non capisce quello che sta avvenendo durante il film. Che per la cronaca è "American Pie". Quindi non proprio un "Uccelli di rovo" o un qualsivoglia film di Stanley Kubrick. E il suo commento è intervallato dai suoi lievissimi e assolutamente poco frequenti scatti e urletti dovuti alla scomodità del divano sul quale eravamo leggiadramente appoggiati.
"Mi servirà il fisioterapista quando mi alzerò da qui."
Ti servirà un appassionato di puzzle perchè ti scompongo se non la smetti.

Notando il suo impercettibile disagio, mi affretto a farlo sentire più a suo agio invogliandolo al ritorno nella sua abitazione con dei sottili sbadigli. E considerando che la mia bocca è abbastanza capiente da accogliere 5 polpette grosse alla volta, credo che i suddetti sbadigli potessero essere visti anche dallo spazio. Ma lui nella sua infinita saggezza non coglie. E propone quattro chiacchiere davanti ad una tisana. 

Mapporca.......

La disquisizione, di circa 2 ore e mezzo, prevede i seguenti argomenti:
- La conta dei cm2 di spazi vuoti presenti sul mio cranio dovuta alla calvizie
- Lo sberleffo dei miei anni paragonandoli a quelli dell'età senile
- La continua richiesta di quando andrò a vivere in un ospizio
- La continua derisione del mio lavoro di teatrante infantile
- La continua derisione del mio modo di cantare
- La continua derisione del mio mobilio
- La continua derisione del mio operato in cucina
- La continua derisione del luogo in cui vivevo (ok, questo però forse era anche giusto in fondo)
- La continua derisione deSENTI MI HAI SCASSATO LA MYNKJA E' TARDI E HO SONNO.

Frantumio questa volta percepisce il mio appena accennato stato catatonico e assolutissimamente di sua spontanea volontà decide di ritirarsi a miglior vita. Raccoglie la sua giacca di montone scosciato color cachi maturi (e grazie a Dio morti e sepolti) e si avvia verso la sua autovettura.

Siano ringraziate le divinità celesti, ma proprio tuttetutte, che mi hanno liberato da TOC TOC.

...

TOC TOC.

...

E' lui? 

TOC TOC.

...

Ti prego fa che sia Jack lo Squartatore...

Apro.

E' lui.

"Ciao?... Hai... dimenticato qualcosa?" chiedo io, un po' preoccupato. 
"Si... cioè ho dimenticato una cosa importante... Io... ho... dimenticato... questo..."

E MI BACIA.

O.o'

WOOOOOOOOOOOOO! 

"Scusami, volevo farlo dal primo momento che ho messo piede qui dentro, non so come ho fatto a resistere perchè sei davvero una persona eccezionale e mi piaci tantissimo e volevo baciarti subito ma poi ho pensato che sarebbe stato troppo perchè sarebbe stato troppo affrettato e non volevo sembrarti un poco di buono però mi sei piaciuto fin da subito e mi sono agitato e non volevo più andarmene perchè aspettavo il momento buono per trovare il coraggio di farlo e quando hai detto che ti sentivi stanco e volevi andare a dormire io ho detto che me ne sarei andato in realtà avrei voluto solo stringerti e baciarti perchè non ce la facevo più e solo dopo che sono uscito mi sono reso conto che stavo per perdere l'occasione giusta per farlo e allora sono tornato indietro ho bussato e mi sono fatto coraggio e ti ho baciato.........

......Ti prego dimmi qualcosa!"


Se mi togli la lingua dalla gola, ti dico volentierissimo di andare a fanculo... coglione!...



*monobilocale: un appartamento di 70mq diviso su due piani e maldisposto al punto da renderlo praticamente uguale a due monolocali brutti.

martedì 11 ottobre 2011

The Loser's Game - Puntata 0

Dopo un bel po' di tempo, precisamente dopo 4 anni di travagliata relazione, son tornato single. Ebbene si... sono di nuovo a piede libero... ok questo è successo più di un anno fa (esattamente il 5 agosto 2010 alle ore 15.34 PERCHE' IO NON MI RICORDO ASSOLUTAMENTE QUANDO MI HA PIANTATO PER TELEFONO ADDUCENDO SCUSE IMPLAUSIBILI PER POI ANDARE A FARSI LA QUALSIASI ALTROVE... proprio no!).

E da allora ho iniziato, un po' a rilento, ad avere di nuovo appuntamenti, a conoscere persone nuove che possano aprirmi nuovi orizzonti... 
...E che invece mi aprono la porta per la loro sfigaggine!... e credetemi sono davvero dei nuovi orizzonti della stupidità umana!...

Con questa etichetta, THE LOSER'S GAME, voglio rendervi partecipi di queste mie avventure imbarazzanti nel mondo degli appuntamenti sfigati...

Almeno ridiamoci su...

Pisellove 


venerdì 27 marzo 2009

La paura di invecchiare

Non diciamoci balle.. Ne ho 27 e in un soffio arriverò ai 30, ovvero alla soglia del declino. Ok, c'è chi sostiene che la vita cominci anche a 40 anni.. Ma la realtà è che quelli prima sono gli anni migliori, quando tutto è frivolo, facile.. Sarà anche che sono invecchiato precocemente, ma sento sempre più crescere dentro me una strana ansia, incontrollabile ed inesorabile che mi fa preoccupare più del domani che godermi il presente.. Ed essere gay di certo non aiuta! E capirete il perchè tra poco..

Questo non sarà un post felice.

Da circa sei mesi sono stato scaraventato nel meraviglioso mondo del lavoro.. O più propriamente del precariato.. Mi ritrovo a fare quelli che amo nel modo che più odio, guadagnando poco e niente e sentendomi costantemente insoddisfatto.. E mi rendo conto di essere ancora un mantenuto, di ricevere soldi dalla mamma per poter sopravvivere e pagare l'affitto.. Mi chiedo se sarò mai in grado di potermi permettere una casa mia, perchè il tempo passa e gli anni per poter pagare un mutuo diventano sempre meno.. Per non parlare della pensione (cosa alla quale avrei dovuto già pensarci).. Ne avrò mai una continuando a lavorare in nero? Come mi manterrò quando non ci sarà nessuno che mi darà una "paghetta" mensilmente? E questi sono quelle preoccupazioni che hanno un pò tutti, soprattutto nel mondo del teatro..
Quello che mi spaventa è diventare un vecchio solo e triste.. A me le persone anziane fanno tanta tenerezza.. Sono come bimbi sperduti, ma con la certezza di aver già terminato il loro cammino, di non aver niente per cui vivere.. Tranne quelli ancora sposati. Loro sono meravigliosi. Hanno ancora la forza di lottare perchè hanno ancora qualcuno da amare.. Ricordo i nonni di una mia cara amica: lei un giorno si spense per una malattia e lui, che non riusciva nemmeno a respirare senza lei, si tolse la vita poche ore dopo, con la foto della moglie tra le mani. Questo è un grande amore.. Qualcosa che ti fa continuare a vivere, anche al di là della vita stessa.. E io che sono gay lo troverò questo amore? Non vedo davanti a me una bella casetta col recinto, un marito che mi abbraccia e due bambini che giocano col cane in giardino. Mi sento quasi destinato a ritrovarmi in chat a cercare o pagare giovincelli per venire a letto con me pur di sentire del calore umano.. Non è assolutamente triste?
E quindi si, ho paura di invecchiare..
E ho paura di non sapere come affrontare questa cosa..

Perdonatemi se non ho scritto qualcosa di allegro nè di particolarmente sensato, ma ho voluto scrivere questa cosa nella speranza di esorcizzare questa mia paura.